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martedì 15 settembre 2026

Pregrafismo per Bambini: Cosa Allena Davvero e 8 Esercizi da Stampare

Bambina seduta sul tappeto che colora con le matite su un tavolino basso, con un gatto che dorme accanto
Colorare è già pregrafismo: la mano impara a restare dentro un contorno prima di scrivere una lettera.

In breve: Il pregrafismo allena quattro cose: direzione del tratto, pressione della mano, controllo dello spazio e coordinazione occhio-mano. Otto esercizi in ordine progressivo (dai tratti liberi ai percorsi), quando iniziare e cosa evitare.

«Pregrafismo» è una parola che spaventa un po’ e che spesso viene confusa con «imparare a scrivere in anticipo». Non è questo. Il pregrafismo è l’insieme delle abilità che la mano deve avere prima che scrivere sia possibile: seguire una direzione, dosare la pressione, fermarsi dove serve, ripetere un gesto con ritmo. Questo articolo spiega cosa allena ciascuna di queste abilità e propone otto esercizi in ordine, dai più semplici ai più completi, tutti stampabili con una stampante di casa o disegnabili a mano in un minuto.

Articolo editoriale di Milù & Co.

Le quattro cose che il pregrafismo allena

La direzione. Andare da sinistra a destra, dall’alto in basso, e tornare indietro senza staccare. È la base della scrittura, ma anche del disegno: un cerchio è una direzione che cambia continuamente.

La pressione. Premere abbastanza da lasciare il segno, non tanto da bucare il foglio. I bambini di tre anni premono troppo o troppo poco; a cinque, dosano.

Il fermarsi. Arrivare a un punto e smettere, invece di continuare per inerzia. Sembra banale, ma è la differenza tra una «o» e una spirale infinita.

Il ritmo. Ripetere lo stesso gesto, uguale, molte volte: onde, ponti, zig-zag. La scrittura corsiva è ritmo, e il ritmo si allena prima di tutto il resto.

Gli otto esercizi, in ordine

Ogni esercizio si prepara con un foglio e un pennarello (per disegnare il tracciato) e si fa con una matita grossa o un pastello. La regola: un esercizio per volta, ripetuto per qualche giorno, poi si passa al successivo. Tornare indietro è sempre permesso.

1. Le linee dritte da un punto all’altro

Un punto a sinistra, un punto a destra, dieci centimetri di distanza. Il bambino li unisce. Poi due punti in verticale, poi in diagonale. Allena: direzione e fermarsi. Variante: mettere un piccolo disegno ai due estremi (il cane e la cuccia, l’ape e il fiore): il tratto diventa un viaggio.

2. Le linee lunghe senza staccare

Una striscia orizzontale disegnata sul foglio, larga due dita, lunga tutto il foglio. Il bambino traccia una linea al centro, da sinistra a destra, senza uscire dalla striscia e senza sollevare la matita. Allena: direzione, pressione costante.

3. Le onde

Una linea ondulata tracciata a pennarello, tre o quattro onde larghe. Il bambino la ripassa. Poi la rifa da solo sotto, senza guida. Allena: ritmo, cambio di direzione morbido. Le onde sono l’esercizio più importante di tutti: la maggior parte delle lettere corsive è fatta di onde.

4. I ponti e le coppe

Una fila di semicerchi con la curva in su (ponti), poi una con la curva in giù (coppe). Ripassare, poi rifare. Allena: ritmo, fermarsi e ripartire nello stesso punto. Variante: i ponti diventano le gobbe di un cammello, le coppe le onde del mare con una barchetta sopra.

5. Gli zig-zag

Una linea a zig-zag con angoli netti. Ripassare, poi rifare. Allena: fermarsi e cambiare direzione di colpo, il contrario delle onde. È l’esercizio in cui la pressione tende a scappare: il bambino preme forte negli angoli. Normale.

6. Le spirali

Un punto al centro, e il bambino gira attorno allargandosi, come una chiocciola. Prima con la guida a pennarello, poi da solo. Poi la spirale al contrario: da fuori verso il centro, che è molto più difficile. Allena: direzione che cambia continuamente, pressione, e il fermarsi al centro.

7. I percorsi

Un labirinto semplicissimo: una strada larga, con due o tre curve, dal punto di partenza (un disegno) all’arrivo (un altro disegno). Il bambino traccia la strada senza toccare i bordi. Allena: tutto insieme, e in più la pianificazione: guardare dove va la strada prima di partire.

8. Le forme chiuse

Un cerchio, un quadrato, un triangolo, tratteggiati. Il bambino li ripassa, partendo e arrivando nello stesso punto. Poi li disegna da solo accanto. Allena: il fermarsi esatto, cioè chiudere la forma. Un cerchio chiuso è il traguardo del pregrafismo: da lì in poi si può iniziare a parlare di lettere.

Come sapere se è il momento di iniziare

Tre segnali che il bambino è pronto per l’esercizio 1: tiene la matita con le dita e non più con tutto il pugno; scarabocchia con intenzione (dice cosa sta disegnando, anche se non si capisce); riesce a stare al tavolo per cinque minuti su una cosa che gli piace. Di solito succede tra i tre anni e mezzo e i quattro e mezzo, ma non è una gara: iniziare dopo non è un problema, iniziare prima sì.

Cosa evitare

Le schede fitte. Un foglio con venti righe di onde da fare tutte insieme è un compito, non un esercizio. Una riga al giorno, fatta bene.

Correggere la mano. Se l’impugnatura è strana ma il tratto funziona, si lascia stare. La mano si aggiusta da sola con gli esercizi. Se il tratto non funziona, si torna all’esercizio precedente, non si interviene sulle dita.

Il pennarello. Scivola troppo e non insegna la pressione. Matita grossa, pastello a cera, o matita triangolare: qualcosa che opponga un po’ di resistenza.

Colorare come pregrafismo

Colorare una pagina non è un’alternativa al pregrafismo: è pregrafismo. Restare dentro un contorno allena il fermarsi; riempire una zona con tratti regolari allena il ritmo; passare da una zona grande a una piccola allena la pressione. Alternare un esercizio della lista e una pagina da colorare è il modo migliore per non far sembrare nulla un compito. Le pagine con contorni spessi e zone grandi — come quelle di Little Artists o della raccolta Animali Coccolosi nella pagina Disegni Gratis — sono le più adatte in questa fase. Anche Unisci i Puntini: Animali è un esercizio di pregrafismo travestito da gioco: è l’esercizio 1 ripetuto venti volte con un premio alla fine.

Domande frequenti

Quanto tempo al giorno?

Cinque minuti. Dieci se il bambino chiede di continuare. Mai di più, mai se non ha voglia.

Mancino: cambia qualcosa?

Gli esercizi sono gli stessi. Il foglio va inclinato leggermente in senso orario, e nell’esercizio 2 la linea si può fare anche da destra a sinistra all’inizio, poi si passa alla direzione della scrittura.

Il bambino di cinque anni non ha mai fatto pregrafismo: è tardi?

No. Fa gli otto esercizi in due settimane invece che in due mesi, perché la mano è già più matura.

Servono le schede comprate?

Nessuno degli otto esercizi richiede una scheda: si disegnano a pennarello su un foglio in trenta secondi. Le schede stampate servono per la varietà, non per la sostanza.

Questo articolo descrive attività di gioco a casa; per qualsiasi dubbio sullo sviluppo motorio del bambino, il riferimento è il pediatra o la scuola.

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