In breve: Il kawaii segue 5 regole: occhi in basso e lontani, bocca minuscola, guance rosa, tutto tondo, un solo accessorio. Applicate a un gatto, un cupcake o una nuvola, trasformano qualsiasi disegno semplice in un disegno carino.
Un gatto disegnato da un bambino di sei anni e un gatto kawaii sono fatti dalle stesse tre forme. La differenza sta in dove si mettono gli occhi, quanto è piccola la bocca e cosa si aggiunge alle guance. Questo articolo spiega le cinque regole del kawaii una per una, con un esercizio per ciascuna, così che alla fine il bambino sappia trasformare qualsiasi cosa — una nuvola, una fragola, una tazza — in un personaggio che fa sorridere.
Articolo editoriale di Milù & Co.
Cosa vuol dire «kawaii»
È una parola giapponese che si traduce con «carino» o «tenero», ma indica uno stile preciso: personaggi tondeggianti, con la faccia semplificata al minimo e un’espressione dolce. Non è lo stile dei cartoni animati giapponesi con gli occhi enormi e i capelli a punta: quello è un’altra cosa. Il kawaii è più semplice, più morbido, e proprio per questo è perfetto per i bambini.
Regola 1: gli occhi stanno in basso e lontani
È la regola che fa il novanta per cento del lavoro. Su una faccia «normale» gli occhi stanno a metà altezza. Su una faccia kawaii stanno sotto la metà, e sono lontani tra loro, vicini ai bordi. Sono due punti, o due piccoli ovali neri, con un puntino bianco dentro per la luce.
Esercizio: disegnate tre cerchi uguali. Nel primo mettete gli occhi in alto, nel secondo a metà, nel terzo in basso e distanti. Il terzo è già kawaii, anche senza nient’altro.
Regola 2: la bocca è minuscola
Una piccola curva, un piccolo «3» sdraiato, oppure niente. La bocca kawaii sta esattamente tra gli occhi, un po’ più in basso, ed è sempre più piccola di quanto sembri giusto. Se sembra troppo piccola, è della misura corretta.
Esercizio: sulla faccia della regola 1, provate cinque bocche diverse su cinque copie: una curva, un «3» sdraiato, un piccolo ovale aperto, una lineetta dritta, nessuna bocca. Chiedete al bambino quale è più tenera. Di solito sceglie la più piccola.
Regola 3: le guance rosa
Due piccoli cerchi rosa (o due ovali, o tre lineette oblique) sotto gli occhi, verso l’esterno. È il dettaglio che trasforma una faccia carina in una faccia tenera. Si aggiungono sempre per ultimi, con un pastello rosa chiaro o una matita, senza premere.
Esercizio: disegnate la stessa faccia due volte, una con le guance e una senza, e mettetele una accanto all’altra. La differenza si vede da lontano.
Regola 4: tutto è tondo
Niente angoli. Un cupcake kawaii ha il pirottino con gli angoli arrotondati, la glassa a nuvola, la ciliegina tonda. Una casa kawaii ha il tetto con la punta smussata. Anche le cose che nella realtà sono spigolose — un libro, un dado, un tostapane — diventano morbide, un po’ gonfie, come se fossero cuscini.
Esercizio: disegnate un quadrato. Poi ridisegnatelo con gli angoli arrotondati, e poi un po’ più gonfio, con i lati leggermente curvi verso l’esterno. Aggiungete occhi (regola 1) e bocca (regola 2): è un tostapane kawaii, o un dado, o un regalo.
Regola 5: un accessorio solo
Un fiocco, un cappellino, una foglia, un piccolo cuore che galleggia accanto. Uno solo. Il kawaii funziona per sottrazione: più cose si aggiungono, meno è tenero. L’accessorio dice qualcosa del personaggio (il fiocco lo rende elegante, la foglia lo rende «della natura», il cuore lo rende innamorato) senza bisogno di altro.
Esercizio: prendete la faccia completa (regole 1–4) e fatene quattro copie. A ognuna aggiungete un accessorio diverso. Poi chiedete: «Come si chiama questo? Cosa gli piace fare?» L’accessorio fa nascere il personaggio.
Sette cose da trasformare oggi
Con le cinque regole, qualsiasi oggetto diventa un personaggio. Sette da provare in ordine di difficoltà:
- Nuvola — già tonda, basta la faccia.
- Fragola — un cuore capovolto con le foglioline: l’accessorio è incluso.
- Tazza — un cilindro arrotondato con il manico; il vapore è l’accessorio.
- Gatto — cerchio, due triangoli smussati, faccia in basso. Quasi nessun bambino sbaglia.
- Cupcake — il classico. La ciliegina in cima è l’accessorio.
- Panda — le macchie nere attorno agli occhi vanno messe prima degli occhi.
- Gelato — il cono è l’unica forma con angoli concessa, ma la pallina sopra ha la faccia.
Dopo aver disegnato: colorare kawaii
I colori kawaii sono chiari e pochi: rosa cipria, lilla, celeste, verde menta, giallo pastello. Niente colori scuri se non per occhi e bocca. Chi vuole allenarsi a colorare in questo stile prima di disegnarlo trova nella pagina Disegni Gratis la raccolta Cibo Kawaii da Colorare: diciannove soggetti già disegnati con le cinque regole, da studiare mentre si colorano.
E chi ha finito la raccolta e ne vuole ancora ha due strade: Cupcake Kawaii da Colorare, tutto dedicato al soggetto numero 5 della lista, oppure la serie Comfy Kawaii, che applica le stesse regole a scene di vita quotidiana — personaggi che leggono, dormono, bevono il tè — ed è adatta anche agli adulti.
Domande frequenti
Da che età?
Le regole 1, 2 e 3 funzionano dai quattro anni: un cerchio, due punti in basso, una bocca piccola, le guance. Le regole 4 e 5 dai sei o sette.
Il bambino fa gli occhi troppo grandi.
È l’errore più comune, perché confonde kawaii e cartoni animati. Proponete di fare gli occhi «come due chicchi di riso»: piccoli e scuri. Se proprio li vuole grandi, allora vanno molto distanti tra loro.
Matita o pennarello?
Matita per costruire, pennarello nero a punta fine per ripassare il contorno, pastelli chiari per colorare, pastello rosa per le guance alla fine. In quest’ordine.
Si possono fare animali «non teneri», tipo uno squalo?
È il bello del kawaii: uno squalo con gli occhi in basso, la bocca minuscola e le guance rosa fa tenerezza. Anche un mostro, un fantasma, un dinosauro. Le regole funzionano su tutto.
Le «regole» sono un punto di partenza per giocare, non una definizione ufficiale dello stile.
Da stampare gratis: Panda kawaii al caffè · Cibo kawaii da colorare