In breve: Un percorso di sei settimane per imparare a disegnare, un esercizio a settimana: le quattro forme, le forme che diventano animali, osservare, i volti, dove stanno le cose, la scena completa. Due regole per l’adulto prima di iniziare.
«Non sono capace.» È la frase che quasi tutti i bambini dicono, prima o poi, davanti a un foglio bianco. Di solito non è vero: è solo che nessuno ha mostrato loro da dove si comincia. Questo articolo propone un percorso di sei settimane, un esercizio per settimana, che parte da un cerchio e arriva a una piccola scena completa. Non serve talento e non servono materiali speciali: una matita, un foglio e dieci minuti al giorno.
Articolo editoriale di Milù & Co.
Prima di iniziare: due regole per l’adulto
Non correggere il disegno. Se il gatto ha cinque zampe, ha cinque zampe. Il percorso funziona perché il bambino scopre da solo, settimana dopo settimana, che i disegni migliorano. Una correzione dell’adulto interrompe questa scoperta.
Disegnare insieme, non al posto. L’adulto fa lo stesso esercizio sul proprio foglio, accanto. Sbagliare insieme è metà dell’incoraggiamento: se anche mamma fa un cerchio storto, allora il cerchio storto va bene.
Settimana 1: le quattro forme
Tutto quello che si disegna è fatto di cerchi, ovali, quadrati e triangoli. La prima settimana serve solo a questo: riempire un foglio al giorno di forme, grandi e piccole, senza altro scopo. Il gioco può essere «dieci cerchi in fila, ognuno un po’ più grande», oppure «un triangolo dentro un cerchio dentro un quadrato».
Sembra poco, ma è l’esercizio che i bambini saltano sempre e che fa la differenza più grande. Chi sa fare un ovale ragionevolmente pulito sa già fare il corpo di quasi tutti gli animali.
Settimana 2: le forme diventano animali
Un cerchio con due triangoli sopra è un gatto. Un ovale con un cerchio a un’estremità è un cane sdraiato. Un cerchio grande con un cerchio piccolo davanti è un maiale. Questa settimana ogni giorno si prende una forma e le si aggiunge una sola cosa: le orecchie, la coda, le zampe.
Il momento più importante arriva quando il bambino capisce che il gatto «era già lì» dentro il cerchio della settimana prima. Da quel momento il foglio bianco fa meno paura, perché sa da dove partire.
Chi vuole un aiuto in più per questa fase trova due tutorial dedicati: come disegnare un gatto e come disegnare un cane, entrambi costruiti esattamente su questo principio.
Settimana 3: guardare davvero
Questa settimana si disegna quello che si ha davanti: una mela sul tavolo, la tazza della colazione, una foglia raccolta in giardino. Non importa il risultato; importa il tempo passato a guardare l’oggetto prima di toccare il foglio. Un trucco che funziona: chiedere al bambino di descrivere l’oggetto a voce alta prima di disegnarlo. «La mela è rotonda ma un po’ schiacciata sopra, ha un buchino con il picciolo, da un lato è più scura.» Quando lo dice, poi lo disegna.
Questa è la settimana in cui molti bambini scoprono che gli oggetti non hanno il contorno nero: è una sorpresa vera, e vale la pena lasciarli arrivarci da soli.
Settimana 4: i volti e le espressioni
Un cerchio, due punti e una linea curva: è una faccia. La curva verso l’alto sorride, verso il basso è triste, dritta è seria. Le sopracciglia inclinate cambiano tutto. Questa settimana il gioco è disegnare la stessa faccia con dieci espressioni diverse, e poi indovinarle a vicenda.
È anche il momento in cui entrano in scena i personaggi: dare un nome alla faccia, decidere cosa le piace, disegnarle un cappello. Da qui in avanti il bambino non disegna più solo «cose», disegna storie.
Settimana 5: dove stanno le cose
Finora ogni disegno era un soggetto solo al centro del foglio. Questa settimana si aggiunge il dove: una linea per il pavimento o il prato, una per il cielo, e il soggetto in mezzo. Poi una seconda cosa accanto alla prima, più piccola perché «è più lontana».
Non serve spiegare la prospettiva. Basta un’osservazione: «Guarda, la macchina in fondo alla strada sembra piccolissima.» I bambini che hanno fatto la settimana 3 lo capiscono al volo.
Settimana 6: la scena completa
L’ultima settimana mette insieme tutto: un posto (settimana 5), un personaggio con un’espressione (settimana 4), un animale fatto di forme (settimana 2), un oggetto guardato davvero (settimana 3). Il compito è uno solo per tutta la settimana: una scena, rifatta ogni giorno, aggiungendo o cambiando una cosa. Il venerdì si mettono in fila i sei fogli e si guarda cosa è cambiato dal lunedì.
E poi si confronta il disegno del giorno 42 con quello del giorno 1. La differenza, in sei settimane, è sempre visibile. Quasi sempre è sorprendente.
Cosa fare dopo le sei settimane
Ricominciare, con soggetti diversi. Oppure alternare: una settimana di disegno libero, una di colorazione. Colorare pagine già disegnate, che sembra il contrario di imparare a disegnare, in realtà allena esattamente le abilità della settimana 1 e 3: controllo del tratto e osservazione di come un disegno è costruito. Un libro come Comfy Kawaii: Vol. 1 è utile in questa fase proprio perché i personaggi sono costruiti con forme semplici e riconoscibili, che il bambino può poi provare a ridisegnare da solo.
Domande frequenti
Da che età ha senso questo percorso?
Dai cinque anni in su, con l’adulto accanto. Sotto i cinque anni conviene fermarsi alla settimana 1 e 2 e ripeterle come gioco, senza fretta.
Dieci minuti al giorno bastano davvero?
Sì, e sono meglio di un’ora la domenica. La mano impara con la ripetizione, non con la durata. Se il bambino vuole continuare oltre, ovviamente bene.
Il bambino vuole solo copiare i personaggi dei cartoni.
Va benissimo: copiare è un modo di guardare (settimana 3). Chiedetegli però di disegnare lo stesso personaggio con un’espressione diversa da quella del modello (settimana 4): è il passo dalla copia all’invenzione.
Matita o pennarello?
Matita, per tutte le sei settimane. Si può cancellare, e cancellare senza drammi è parte dell’imparare. I colori arrivano dopo.
Per continuare
Se il foglio bianco resta difficile anche dopo il percorso, i disegni già pronti nella pagina Disegni Gratis sono un punto di partenza senza pressione: si colora, si osserva come è fatto il disegno, e la volta dopo si prova a rifarlo.
Il percorso è una proposta, non un programma: adattate i tempi al bambino, non il contrario.
Da stampare gratis: Carte sfida per disegnare (40 sfide)